Nel mese di marzo, ho acquistato i semi di specie antiche e rare direttamente dalle associazione che si occupano di recuperare i semi ormai andati persi. Quindi, ho acquistato della terra per semenzaio, e ho iniziato a seminare direttamente in vasi da 3-5 cm di lato. Sono stati posizionati in ambiente caldo (20° circa) e in posizione soleggiata. Sono stati annaffiati regolarmente fino ad ottenere una buona crescita.



Dopo circa un mese e mezzo, quindi verso la fine di maggio, ho iniziato i trapianti nell’orto. Sarebbe stato meglio iniziare un mese prima, ad aprile, per riuscire ad ottenere più ortaggi il prima possibile. Purtroppo per motivi di tempo non ce l’ho fatta.
Il trapianto è stato sofferto da quasi tutte le specie, non tanto per il cambiamento di clima, quanto per quello di terreno. Ma alla fine ho visto che tutte si sono adattate bene. Poi è insorto il problema dell’irrigazione. L’impianto non ha funzionato a dovere, e le piogge sono state veramente poche. Infatti tutte le piante che richiedevano un terreno molto umido non sono cresciute regolarmente. Angurie e meloni, sono rimasti un po’ piccoli.
Invece sono cresciuti bene, insalate, ceci, patate, cipolle, bietole, alcuni pomodori, rape nere, pastinache, carote, daikon, calendule, qualche anguria.
Le patate sono state appoggiate sul terreno e non interrate come avviene tradizionalmente. Poi è stato tutto coperto con fieno, e, ogni qualvolta la pianta “sbucava” dal fieno, veniva ricoperta per 10 cm. Con questo sistema la pianta cresceva bene in altezza e poteva ramificarsi sotto il fieno per moltiplicare le patate. Il bello è venuto quando le ho raccolte. Bastava spostare il fieno, ed erano li ad aspettarmi. Inoltre, altro vantaggio, la terra che è stata sotto il fieno per tutto quel tempo si è arricchita, è diventata più sabbiosa grazie anche a tutte le forme di vita microscopiche che hanno deciso di farvi la tana.
Ora ho riseminato per raccogliere in primavera, e a febbraio, partirò di nuovo con il semenzaio. L’impianto d’irrigazione è stato sistemato, ed ora è a prova di perdite.:-).
Questa esperienza, mi ha insegnato alcune cose, sia in agricoltura, sia in cucina.
Per quanto riguarda l’agricoltura sinergica, ho notato che veramente in natura si crea un equilibrio fra le varie piante, tant’è che non ho rilevato nessun tipo di anomalia in nessuna pianta, salvo qualche afide ceroso sui cavoli. Per il resto, senza usare nessun antiparassitario, tutto è cresciuto senza problemi.
Invece per quanto riguarda la cucina, ci sono accorgimenti che veramente fanno la differenza. Basterebbe solo parlare delle fave.
Io per il ristorante mi sono sempre servito da un contadino, che di sicuro mi fornisce frutta e verdure nettamente superiori alla qualità dalle Grande distribuzione. Ma questo penso che lo sappiano già tutti. Quello che invece mi ha sorpreso, è la differenza di una pianta coltivata da seme con il sistema sinergico e quelle acquistate dal contadino. Nel caso delle fave, la differenza è enorme. La concentrazione di sali minerali è completamente diversa. Le fave che ho raccolto, mangiate crude erano dolci e saporite, quasi non serviva salarle. Invece quelle del mio contadino, ahimè, meno saporite e un po’ amarognole. Qualcuno potrebbe dire che dipende dalla varietà. Però, questa differenza, l’ho riscontrata anche su altri ortaggi. E, nettamente, invece sulle erbe aromatiche. La Stevia che ho coltivato partendo dalle semenza, sprigiona dei sapori in bocca che non ha niente a che vedere con la Stevia comperata dal fornitore abituale.
Penso che la strada sia quella giusta. Ora ci vuole pazienza e sacrificio per portare avanti questo splendido progetto che ogni giorno dà soddisfazioni sempre maggiori.

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Ciao Marco, mi serve un suggerimento, come ti sei regolato per innaffiare le patate?