Ogni girono, chi lavora in cucina, si trova a contatto con impasti, nei quali il lievito svolge una funzione fondamentale. Se analizziamo, infatti, cosa succede durante la lievitazione, riusciremo a capire meglio i vari processi che caratterizzano un ottimo impasto da uno mediocre e, soprattutto, avremo dei risultati nettamente superiori.

Cerchiamo di capire cosa significa realmente lievitare. Mi permetto di copiare la dicitura dal libro di Iginio Massari e Achille Zoia: “Cresci”: “Sinonimo di lievitare è gonfiare. Si tratta quindi di un’azione dinamica che induce o produce l’aumento di un volume di prodotto, rispetto alle sue condizioni iniziali, senza alcuna variazione di peso: una modifica di forma, insomma, ma non di sostanza.”
In questa prima parte analizzeremo una delle 5 tipologie di lievitazione:
La Lievitazione biologica
Avviene tramite l’effetto di alcuni microrganismi che si nutrono degli amidi presenti nelle farine e producono anidride carbonica, che determina l’aumento di volume del prodotto. Questo effetto, si ottiene con l’utilizzo di lievito compresso (lievito di birra) e di lievito naturale (pasta madre o pasta acida).
Troviamo spesso, il primo, nel pane, nelle pizze e nelle focacce; è indicato per lievitazioni dirette, in cui gli ingredienti vengono impastati tutti insieme. In questo caso, il processo di fermentazione dura da un minimo di un’ora (fermentazione rapida), a un massimo di 10 (fermentazione lunga). Più è lungo il tempo di fermentazione, maggiori saranno, sia gli aromi sprigionati, che il mantenimento di freschezza del prodotto.
Il secondo è caratteristico di pani di ottima qualità e biologici, pandori, panettoni e colombe per lo più a livello artigianale, nonché croissants. In questo caso, invece, si ha una lievitazione indiretta, in cui gli ingredienti si suddividono in più impasti. L’impasto che, contiene il lievito, viene chiamato biga e si divide in 5 tipi, con caratteristiche diverse.
La biga a lunga fermentazione (da 8 a 10 ore), serve per la produzione del pane comune di alta qualità, con aroma caratteristico e prolungamento della freschezza del prodotto.
La biga a corta fermentazione (da 2 a 4 ore), si utilizza per la produzione di pani speciali, panettoni e colombe, con caratteristiche pressoché invariate della biga precedente.
La biga veloce, con fermentazione che varia fra i 30 e 40 minuti, si utilizza, soprattutto, nell’industria dolciaria per la preparazione di merendine lievitate, rendendo gli impasti plastici e in grado di mantenere la forma originaria.
Infine la biga polacca o Poilish, utilizzata anch’essa soprattutto nell’industria dolciaria per la preparazione di merendine morbide, ha un forte potere di assorbimento, dovuto alla grande quantità d’acqua presente nell’impasto.
Nel caso in cui si effettui una lunga fermentazione, con pasta madre o lievito di birra, si otterrà sempre, come risultato, un prodotto con aromi caratteristici e un prolungamento della freschezza.
Ma allora, qual è il vantaggio di usare un lievito madre, rispetto al lievito di birra?
Entrambi, sviluppano una fermentazione alcolica, dovuta alla trasformazione degli zuccheri in acqua e in gas .La differenza sostanziale nella produzione del lievito madre, rispetto a quello di birra, sta nel procedimento, che richiede molti rinfreschi, prima dell’utilizzo. Durante questi rinfreschi, l’attività fermentativa produce una quantità maggiore di alcool, eteri e acidi che rappresentano le basi dell’aroma del lievito. Nel lievito di birra, invece, il rinfresco avviene solo una volta nell’impasto di partenza.
Questo, è uno dei motivi per cui, si dice, che le paste madri più vecchie, hanno aroma e sapore decisamente migliori rispetto a quelle nuove. Segnalo questo blog, che ritengo molto interessante e professionale, per quanto riguarda tutti gli impasti lievitati.
Nella seconda parte, tratterò delle lievitazione chimica, fisica, per laminazione e mista.
Photo Credit | Clapat
Bibliography
Cresci. L’arte della pasta lievitata, di Iginio Massari e Achille Zoia. 2000 Pavoni Italia Editore.
Industria. Panificazione. Franco Antoniazzi. Università di Parma. ottobre 2003

30 gennaio 2012 : Nuova scheda di calcolo del Food Cost in Excel. Completa e aggiornata, scaricala gratis! (collegamento
16 gennaio 2012 : Scarica la tua scheda gratuita per ricalibrare la ricetta della pizza in base al numero di teglie!
24 novembre 2011 : Il contadino non si arrende mai!
11 novembre 2011 : Da dove proviene il grano con il quale si confeziona la pasta che mangiamo ogni giorno?
27 ottobre 2011 : Tripadvisor, un veicolo pubblicitario molto potente anche per il tuo ristorante
20 ottobre 2011 : Salmone affumicato con legno di ciliegio, cetriolo, e pop corn di amaranto.






Interessante. Spero di trovare la tua seconda parte.
Ciao Marco,
da circa quattro mesi mi sono fatto un lievito madre puro e vorrei usarlo senza l’aggiunta di lievito di birra secco.
Adesso la madre matura in tre ore triplinado il volume.
Dammi un consiglio,in quale quantita’ rispetto alla farina posso usarlo?
Dopo l’impasto,dato che uso la lunga lievitazione (2-4 giorni),devo farlo iniziare a lavorare sul banco o nell’impastatrice prima di porzionarlo e metterlo in frigo?
Ciao
Dovresti andare per tentativi perchè la quantità dipende dalla forza che il tuo lievito ha sul totale dell’impasto.
Ovviamente dovrai anche adeguare la ricetta considerando le quantità di farina/acqua gia presenti nella madre (ma suppongo che tu lo sappia gia)
Se non ricordo male la quantità si aggira nell’ordine del 20% sul totale…? (ci sono 12 anni tra me e questo flebile ricordo…potrei aver detto una boiata.. :D )
Ciao Massimiliano, non ho fatto a tempo a risponderti che qualcuno mi ha anticipato. :-) Mi sebra però che la risposta sia esauriente. Per quanto riguarda la quantità, mi sebra di capire che il tuo lievito è abbastanza forte. Di solito a seconda delle preparazioni si usa da un minimo del10% ad un massimo del 30%. Nel tuo caso terrei conto di un 15, massimo 20% rispetto al peso della farina. L’ultima domanda non è molto comprensibile. Se intendi dire dove fare l’impasto del prodotto, con il lievito madre pronto, ti consiglio nell’impastatrice a spirale.Facci sapere come è andata!
a presto.
@Marco Mandaliti
Se sei sempre così veloce potrei anche assumerti come responsabile ai commenti, ovviamente a costo 0! :-)
È stato solo un caso.. :P
[...] a creare del vapore. Spegnere il forno e attendere 10 minuti. Questo sistema è utile sia per la lievitazione dell’impasto che quella del panino già formato. Nei due casi è sempre meglio coprire con [...]